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Quando il Project sa coinvolgere e conquistare la fiducia dei ragazzi

In quest’ultimo mese è partito a Lodi e a Crema un project work a distanza gestito dagli insegnanti del Cfp Canossa. Si tratta di un lavoro a tappe che porterà i ragazzi a comprendere, sperimentando in prima persona, come dare vita a un’attività senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di distribuire alimenti alle famiglie in difficoltà. Lavoro impegnativo ma stimolante che richiede un’organizzazione precisa e meticolosa. Un’alternativa al tirocinio che contribuisce a rinforzare le competenze amministrative apprese durante l’anno e al contempo li porta a confrontarsi con sfide nuove e una visione più ampia del loro ambito professionale. Li aiuta a sviluppare l’elasticità mentale necessaria per comprendere e valorizzare le realtà imprenditoriali con cui entreranno in contatto al termine della scuola.

Questo percorso è quotidianamente condiviso da tutto il gruppo, un lavoro in team che sta piacendo molto ai ragazzi. Lo testimonia la lettera che Ylenia ha scritto al direttore Daniele Primavesi:
Buon pomeriggio,

sono Ylenia Bossi, alunna della IIB, e faccio parte dei ragazzi ai quali è stato proposto, come stage lavorativo, il project work. Il nostro project riguarda la simulazione di un’associazione onlus che aiuta le famiglie in difficoltà donando prodotti alimentari.

È un progetto creativo e allo stesso tempo un lavoro d’ufficio. Il lato creativo è legato alla creazione della onlus: logo, volantini etc. e per il lato d’ufficio utilizziamo Word, Excel, PowerPoint e le ricerche in internet. Mi trovo molto bene, amo soprattutto la parte creativa, poiché il lavoro a cui ambisco è diventare ‘grafico o animatore’ (colui che anima i propri bozzetti/disegni in video). Per quanto riguarda la parte più da ufficio sono stata abituata ad usare Word e PowerPoint da molto tempo, mentre Excel l’ho approfondito e imparato quest’anno.

Lavorare da casa (in smart working) secondo me ha molti vantaggi poiché non vengo distratta dai miei soliti pensieri da persona timida e riesco a concentrarmi di più, le uniche tracce di insicurezza emergono quando mi chiedo se ho lavorato in maniera corretta e resto inchiodata a chiedermi se va bene. 

Ma poi tutto passa perchè capita spesso che vengo anche presa come “esempio o  spunto” e mi fa sentir bene poter aiutare i miei compagni, finchè non hanno un secondo fine, prendetemi pure per bugiarda, ma l’idea di far copiare non mi piace per niente e finchè non c’è quel secondo fine, va bene.

Credo di aver detto tutto, nel caso contrario nel prossimo resoconto menzionerò ciò che ho dimenticato, e invierò anche il PowerPoint con il nostro lavoro.

 Cordiali saluti,

 Ylenia B.”

 

 

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